venerdì 28 gennaio 2011

Tassi d’interesse in Francia nel 2011

Nell’agosto del 2010, l’indice TEC10, che viene usato come base per i mutui a tasso fisso a lungo termine in Francia, ha raggiunto il livello più basso mai registrato, andandosi a ridurre fino al 2.53%, e in ottobre una ricerca pubblicata in Francia ha rivelato che la rata media per un mutuo era arrivata al livello più basso dalla II Guerra Mondiale. Il tasso medio in Ottobre 2010 ha toccato appena il 3.30%, il che dimostra, considerato che in genere la durata dei mutui è 15 anni, quanto possono essere interessanti i tassi in Francia. L’Euribor 3 mesi, che è usato per billioni di Euro di tasso variabile per mutui per non residenti, è salito del 30% negli ultimi 6 mesi e ora si trova al’1.030%, poco sopra il livello precedente alla crisi e il tasso margine di riferimento della Banca centrale Europea dell’1%.
Mentre scriviamo (Dicembre 2010) il TEC10 è salito del 20%, ed ha toccato il 3.12% dall’inizio di agosto, forse annunciando l’inizio della fine per questi storici ribassi.
È ancora possibile ottenere un mutuo a tasso fisso al 3.8 per 25 anni, o al 3.5% per 15 anni, sull’80% del prezzo d’acquisto dell’immobile. I mutui tracker basati sull’Euribor 3 mesi per un ammontare dell’80% del valore dell’immobile, partono da 2.35% su un periodo di prestito di 25 anni. Per un prestito del 100% del prezzo d’acquisto, si può ottenere un tasso del 3.15%, un tasso che non salirà mai oltre il 5.15% per 25 anni.
Quindi quali saranno i tassi per il 2011? La previsione è che ci sarà una certa fluttuazione dell’Euribor, ma in generale, i tassi d’interesse per i mutui nel 2011 non dovrebbero subire forti variazioni. L’opinione di molti osservatori è che la Banca centrale Europea non aumenterà i tassi base almeno fino all’ultimo quarto del 2011, forse persino fino al 2012. Le misure di austerità continueranno ad influire, riducendo inflazione e crescita, quindi ci sarà poco spazio per un aumento dei tassi.
Ci possiamo aspettare quindi la diffusione delle misure d’ austerità – comprese le riduzioni nella spesa del governo e l’aumento delle tasse – in molti Paesi d’Europa nel prossimo anno. Questo comporterà un aumento del numero dei disoccupati, da cui risulterà crescita ancora minore e inflazione. Considerato che le banche tenderanno a rafforzare i propri bilanci e saranno quindi portate a garantire capitali in maniera più conservativa alle aziende, di fatto riducendo gli investimenti e rallentando la crescita dell’economia, si può chiaramente capire che i tassi non potranno crescere molto nel 2011.
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